{"id":24684,"date":"2017-11-17T14:43:00","date_gmt":"2017-11-17T14:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/eazycityblog.com\/?p=24684"},"modified":"2017-11-17T14:43:00","modified_gmt":"2017-11-17T14:43:00","slug":"au-pair-adesso-cosa-ho-imparato-dalla-mia-prima-esperienza-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eazycityblog.com\/it\/au-pair-adesso-cosa-ho-imparato-dalla-mia-prima-esperienza-famiglia\/","title":{"rendered":"Au pair adesso: cosa ho imparato dalla mia prima esperienza in famiglia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Essere au pair, come pi\u00f9 volte ribadito, non equivale a ricoprire il ruolo di babysitter. L\u2019Au pair, vivendo in<em> hostfamily<\/em>, \u00e8 parte del nucleo familiare. Ogni mattina suona la svelgia per aiutare i genitori (spesso anche prima di loro per il momento della colazione con bambini!), e la giornata lavorativa inizia molto presto. Non tutti sono adatti a svolgere questo lavoro che richiede pazienza e perseveranza, doti condite di<strong> apertura mentale <\/strong>e<strong> curiosit\u00e0<\/strong>. Vivere in una famiglia che non \u00e8 la propria, infatti, vuol dire anche adottare abitudini e costumi di una cultura diversa e di una famiglia che potresti percepire come estranea.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 comporta spirito di adattamento ad una nuova <em>routine<\/em>, da scoprire, senza dimenticarsi di curare la propria <strong>libert\u00e0<\/strong>. Io lavoro come <a href=\"https:\/\/www.eazycityblog.com\/it\/primo-giorno-da-au-pair-cosa-non-devi-assolutamente-fare\/\">ragazza alla pari<\/a> da circa un anno ed ho imparato con il tempo a trovare la giusta formula per vivere al meglio questa esperienza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/eazycityblog.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/image1-3-1.jpg\" data-rel=\"penci-gallery-image-content\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25538 aligncenter\" src=\"http:\/\/eazycityblog.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/image1-3-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.eazycityblog.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/image1-3-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.eazycityblog.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/image1-3-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.eazycityblog.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/image1-3-1-585x390.jpg 585w, https:\/\/www.eazycityblog.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/image1-3-1.jpg 920w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><\/p>\n<h4><\/h4>\n<h4>1. Non aspettarti una strada spianata ma nemmeno le montagne russe!<\/h4>\n<p>\u00c8 difficile comunicare in una lingua che non \u00e8 la propria, specie quando devi gestire dei bambini che di norma non ascoltano i <a href=\"https:\/\/www.eazycityblog.com\/it\/esci-dagli-schemi-mia-aspirante-au-pair-6-consigli-per-trovare-la-famiglia-giusta\/\">consigli<\/a> con facilit\u00e0. Bisogna scandire le proprie giornate, capire quando puoi concedere determinate cose e quando invece devi essere pi\u00fa restrittivo. \u00c8 fondamentale spiegare ai bambini il perch\u00e9 non possono ottenere un risultato piuttosto che un altro, ed avere molta pazienza nel comunicarlo. La <em><strong>routine<\/strong><\/em> si acquisisce poi giorno dopo giorno. A volte occorre circa un mese prima di capire quali sono le abitudini dei bambini e intuire come &#8220;gestirli&#8221; quando vogliono imporsi con l\u2019<em>au pair<\/em> per avere quello che i genitori negano (sanno essere molto furbi!).<\/p>\n<h4>2. Tieni sempre aperti i &#8220;rubinetti&#8221; della comunicazione\u00a0 \ud83d\ude42<\/h4>\n<p>Il <strong>dialogo<\/strong> \u00e8 fondamentale. Le giornate in cui senti delle difficolt\u00e0 a catturare l\u2019attenzione dei bambini servono per capire se si sono verificate incomprensioni, se la stanchezza ha preso il sopravvento o se semplicemente ti sei svegliato di luna storta. Questo fortifica il rapporto con la famiglia in cui vivi, non deve mai farti scoraggiare, anzi, io lo uso come incentivo per migliorarmi.<\/p>\n<h4>3. La malinconia sbiadisce se trovi una seconda famiglia<\/h4>\n<p>Sicuramente la nostalgia di casa sar\u00e0 ridotta al minimo, in quanto avrai al tuo fianco gli\u00a0<em>host parents<\/em> (genitori ospitanti) che si interessano alla tua vita, salute e benessere inclusi. Perlomeno, cos\u00ec dovrebbe essere per <strong>tutte le au pair<\/strong>. \u00c8 molto importante che tu ti senta accettata\/o, perch\u00e9 uno dei motti preferiti dalle famiglie \u00e8 \u201cSe l\u2019Au pair sta bene, siamo tutti felici\u201d. Un rapporto di reciproca collaborazione e rispetto in ogni caso porta\u00a0<strong>gioia<\/strong>, divertimento e sollievo per i genitori impegnati a lavorare tutto il giorno o quasi.<\/p>\n<h4>4. Ricorda di curare la tua privacy<\/h4>\n<p>Convivere con la famiglia significa la rassicurazione di un supporto morale e fisico costante da ambo le parti. Allo stesso tempo, per\u00f2, dovrai ritagliarti momenti di svago ed ottenere un po\u2019 di <strong>privacy<\/strong>, che non guasta mai. Ad esempio, quando sono libera cerco di uscire molto con gli amici o guardare un film nella mia stanza, per far capire ai bambini che ho bisogno di riposare. Oppure se voglio unirmi a loro, propogo di guardare un film insieme (genitori compresi).<\/p>\n<h4>5. Impara a convivere con una diversa cultura<\/h4>\n<p>Una cultura differente arricchisce il tuo bagaglio culturale e gastronomico. In questo anno ho scoperto sicuramente diversi <a href=\"https:\/\/www.eazycityblog.com\/it\/weekend-galway-devi-sapere-che\/\"><strong>piatti tipici<\/strong><\/a>, vari sport (oltre il calcio), l\u2019ossessione degli <em>Irish<\/em> per le card, le cartoline di auguri per gli eventi speciali (Compleanni, Festa del pap\u00e0\/mamma, Festa dei nonni, Comunione, Natale, Pasqua, Pronta guarigione) ed altre divertenti abitudini.<\/p>\n<h4>6. Obiettivo: maturare&#8230;<\/h4>\n<p>Se prima eri quella coccolata\/o della casa, adesso ti ritrovi ad avere dei bambini urlanti di cui prenderti cura. Ogni giorno. Non \u00e8 facile ritrovarsi ad essere \u201cmadri\u201d, amiche, infermiere, <b>storyteller,<\/b> soprattutto se ti trovi nella fascia dei vent\u2019anni. Tante responsabilit\u00e0 sopraggiungono e spesso ti sentirai scoraggiata\/o. Avrai le tue giornate no, in cui tutto sembrer\u00e0 andare storto, ma ci saranno anche le altre mille giornate s\u00ec, in cui riceverai l\u2019<strong>affetto<\/strong> dei bambini e ci ti sentirai soddisfatta\/o perch\u00e9 hai insegnato loro o imparato qualcosa di nuovo.<\/p>\n<h4>7. &#8230;ma non dimenticarti di sognare!<\/h4>\n<p>Sicuramente ci\u00f2 che ho imparato dai miei bambini supera di gran lunga quello che io ho insegnato loro: ho imparato l\u2019arte della pazienza, ho riscoperto l&#8217;importanza dei <strong>sogni<\/strong>, ho imparato a viaggiare per mondi che avevo abbandonato da bambina, ho imparato che se cadono la maggior parte delle volte troveranno il modo di rialzarsi da soli.<\/p>\n<p>Poi ho imparato ad accettare il carattere e le aspirazioni di ognuno. I miei bambini ospitanti sanno che per avere un regalo, un bacio, un dolce basta chiederlo con gentilezza. E sanno bene che ogni <strong>cultura<\/strong> porta con s\u00e9 abitudini diverse a cui accostarsi con rispetto e comprensione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Essere au pair, come pi\u00f9 volte ribadito, non equivale a ricoprire il ruolo di babysitter. L\u2019Au pair, vivendo in hostfamily, \u00e8 parte del nucleo familiare. 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