Irlanda: pericolo d’infatuazione!

July 27, 2012
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“Il tuo rapporto con l’Irlanda?”

Quando mi viene posta questa domanda mi si illuminano gli occhi e la mia mente diventa un susseguirsi di immagini, suoni, colori.

Sono Luca, ventitré anni, tante passioni e un trifoglio tatuato sulla spalla sinistra che dice molte cose.

Scrivo da un ufficio in centro Cork, spiegherò più avanti la svolta della sorte che mi ha portato a lavorare qui.

Quella tra me e l’Irlanda si può definire senza troppe esitazioni una storia d’amore.

Una storia che si perde in altri tempi, quando i film si compravano ancora, per forza, in videocassetta e Michael Jordan si alzava ripetutamente in volo verso i canestri dell’NBA (a dirla tutta ho un secondo amore che si chiama pallacanestro, ma non ditelo all’Irlanda… non vorrei si ingelosisse!).

Fin da bambino ho apprezzato la musica celtica. Chiedevo a mia madre di comprarmi musicasette e cd fatti di reels, ballads e folk. Con l’impazzire dell’adolescenza imparai ad apprezzare un altro prodotto della cultura dei Celti: la birra. Chiaramente, non potevo chiedere a mia madre di comprarmela. In compagnia dei miei amici, imparai dunque a conoscere l’ambiente del pub, l’istituzione irlandese per eccellenza. Ma fidatevi se vi dico che non e` possibile capire appieno il pub, finché non si e` stati al bancone di un autentico Irish pub, davanti a una pinta di stout e con qualcuno che improvvisa musica tradizionale in un angolo del locale. Un piccola curiosità: non aspettatevi che in Irlanda vi capiscano al volo se pronunciate la parola “pub” come siamo abituati a fare in Italia (“pab”), la pronuncia irlandese di “pub” è infatti molto più stretta, simile a qualcosa che scriveremmo come “pob”!

Tornando alla nascita di questo mio amore, attraverso lo studio della vivacissima produzione letteraria irlandese (proposta a scuola con l’infelice definizione di letteratura inglese) giunse un interesse storico e in un certo senso politico che si evolse nello studio della questione anglo-irlandese. Per un certo tempo il mio spirito si tinse di un verde acceso e il mio cuore inizio` a battere al ritmo delle rebel songs. Crescevo a pane e “Whiskey in the jar”.

Era decisamente il momento di partire, mi gettai sulla strada per Dublino con un paio di amici. E l’esperienza diretta trasformò quella che fino a quel momento poteva sembrare un’idea temporanea, una “cottarella”, in una vera e propria passione. La pioggerella soffice della notte sulle isole Aran innaffio` la mia irlandesità facendola crescere inesorabilmente. Più dell’emozione dei grandi spazi, più della cremosità della Guinness e dell’incantevole mutevolezza del clima furono le persone a stupirmi. La straordinaria facilità di socializzazione e la tendenza ad un’ospitale disponibilità sembrano impressi nel dna di ogni singolo abitante dell’isola, è un dato di fatto.

Al ritorno, il calore dei portici rossi di Bologna mi accolse con dolcezza, ma presto il desiderio di quella pioggerella tornò a farsi sentire. Uno zaino in spalla, una bicicletta e via, verso il Ring of Kerry in solitaria. Probabilmente fu l’esperienza più significativa della mia vita, finora. Ma anche questa volta fui costretto a tornare, l’Università` chiamava a gran voce e gli impegni da allenatore lungo i campi da basket si facevano più intensi. Nonostante questo l’anno dopo decisi di concedermi, di nuovo, una settimana di fuga a Dublino e sulla costa Ovest, anche per far conoscere ad altri amici le bellezze dell’Eire.

In mezzo a tutte queste andate e ritorni, nei momenti in cui la nostalgia dell’isola di smeraldo si faceva sentire più forte trovai nella scrittura di storie e racconti un piacevole passatempo. Fin da piccolo sono stato un discreto lettore e un autore “impegnato”, se così si può dire. Chiedere alle nonne, che mi facevano ricco arrivando a pagare anche 5000 lire per ogni poesia, rigorosamente in rima, che riuscivo ad inventare. Alle scuole medie la prof mi chiamava “Luca lo scrittore”, sia perché spesso mi ritrovavo ad appuntare idee, storielle e poesie su qualche quadernino sia perché, in genere, la mia materia forte era Italiano. Tuttavia, se potevo contare su un qualche talento con temi e saggi brevi, avevo molta meno fortuna con i compiti in classe di matematica, che ancora oggi popolano i miei incubi.

Non ho voluto sciorinare le ultime righe con la presunzione di farne un vanto personale, la mia intenzione è semplicemente ricollegarmi al motivo per il quale mi trovo nell’ufficio di Cork (e presumibilmente passerò la serata in un pub di Cork). Partecipando al concorso “L’Irlanda nel cuore” nel 2011 (www.irlandanelcuore.com) con uno dei miei nostalgici racconti ho vinto un inatteso primo premio: uno stage lavorativo in Irlanda. Inutile dire che sono partito appena ho potuto! L’esperienza sarà diversa da quella dei precedenti soggiorni brevi, solo accennati, da turista. Sara` un nuovo modo di vedere e di vivere questa terra, che tanto mi ha dato. La mia e` una storia d’amore destinata a continuare.

Fate attenzione, la vostra potrebbe iniziare presto!

 

P.S. Qui potete leggere il nostalgico racconto che mi ha portato a Cork: http://www.irlandanelcuore.com/index.php?option=com_content&task=view&id=568&Itemid=45 

 

Luca Cattaneo

 

 

 

 

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